Davide Maggioni

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Davide Maggioni (Lecco, 1973). After attending the Liceo Artistico Statale "Medardo Rosso" in Lecco, he graduated from the Faculty of Architecture in Milan. He lives and works in Merate (LC).

My work arises from direct engagement with material, understood not as a support, but as an active agent of transformation. I work with wood, fire, and mark-making to create works in which form emerges from a balance between construction and loss.
Fire, in particular, is not used to represent, but to incise, alter, and bring the material to an extreme state, introducing a visible, irreversible temporal dimension. Sculptures often originate from elements taken from reality — logs, fragments, materials marked by time — which are transformed, losing their original function and assuming an ambiguous condition, suspended between natural and artificial.
Drawing and painting explore what escapes materiality: shadows, traces, and unstable presences. Marks record contact, pressure, and friction; images emerge as precarious phenomena, poised between appearance and dissolution. My interest lies in these intermediate states, where form, material, and perception intertwine, opening onto an unstable, processual dimension.



Davide Maggioni (Lecco, 1973), Dopo aver frequentato il Liceo Artistico Statale “Medardo Rosso” a Lecco si laurea alla facoltà di Architettura di Milano. Vive e lavora a Merate (LC).

Il mio lavoro nasce dal contatto diretto con la materia, intesa non come supporto, ma come agente attivo di trasformazione. Lavoro con legno, fuoco e segno per creare opere in cui la forma emerge da un equilibrio tra costruzione e perdita.
Il fuoco, in particolare, non serve a rappresentare, ma a incidere, alterare e portare la materia a uno stato limite, introducendo una dimensione temporale visibile e irreversibile. Le sculture derivano spesso da elementi prelevati dal reale — tronchi, frammenti, materiali segnati dal tempo — che vengono trasformati, perdendo la loro funzione originaria e assumendo una condizione ambigua, sospesa tra naturale e artificiale.
Disegni e pitture esplorano ciò che sfugge alla materia: ombre, tracce e presenze instabili. Il segno registra contatto, pressione, attrito; le immagini emergono come fenomeni precari, in bilico tra apparizione e dissoluzione. Il mio interesse è rivolto a questi stati intermedi, dove forma, materia e percezione si intrecciano, aprendo a una dimensione instabile e processuale.
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